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Capo Murro di Porco e penisola della Maddalena (Plemmirio)

Capo Murro di Porco e penisola della Maddalena (Plemmirio)

Capo Murro di Porco e penisola della Maddalena (Plemmirio)

Capo Murro di Porco e penisola della Maddalena (Plemmirio)
Capo Murro di Porco e penisola della Maddalena (Plemmirio)
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Schermata 2016-01-29 alle 12.32.30A sud di Siracusa si svolge questo trittico di grande pregio paesaggistico e naturalistico: siamo sulla penisoletta della Maddalena che si tuffa, con pareti alte fino a circa 50 metri, con il capo (Murro di Porco) sullo splendido mare del Plemmirio famigerato per i suoi stupendi fondali. L’interesse subacqueo è dato dalla presenza delle numerose grotte scavate dal corso del tempo nella nuda roccia bianca e calcarea. Esse con scenari spettacolari e con i loro numerosissimi inquilini (coralli solitari, spugne, cicale di mare, nudibranchi e moltissime specie di pesci), rendono ancor più suggestive e magiche le immersioni.

E’ nel Plemmirio che vivono, in profondità, le conchiglie più grandi del Mediterraneo, ma anche i coralli coloniali e alcune grosse cernie.
Da Capo Murro di Porco, dominato da un faro, annualmente si tengono le osservazioni di grandi pesci pelagici come tonni, ricciole, squali e dei mammiferi marini come delfini, balene e capodogli.
Ma quello che colpisce di questo magnifico posto è certamente questo “sprezzante” incontro tra l’alta scogliera del penisolotto ed il mare, con la costa che si alterna tra bassa, alta e frastagliata. In quest’ultimo tipo di costa si sono sviluppate una serie di importantissime grotte, dovute all’abrasione marina, all’interno delle quali si trovano caratteristici microambienti.
Tra tutte sottolineamo la Grotta Pellegrina, all’interno della quale è possibile osservare costruzioni di stalattiti e stalagmiti.

Inoltre l’intensa attività tettonica ha prodotto notevoli fenditure particolarmente in prossimità di Murro di Porco dove l’infrangersi delle onde per effetto idropneumatico determina a terra spettacolari spruzzi d’acqua simili ai “geygers”.

 

Anche le testimonianze umane sono cospicue coprendo un arco che va dalla preistoria sino ai giorni nostri.
Su tutti, la straordinarie presenza di reperti nei fondali marini, ancora loro portagonisti, veri e propri depositi archeologici di anfore, barche, cocci vari … che ci ricordano dell’antico splendore della potente Siracusa, capitale del Mediterraneo nel V secolo a.C.

A Punta della Mola esiste una necropoli dell’età del bronzo con tracce del villaggio annesso. Lungo la costa esistono ben sei latomie(cave per l’estrazione della pietra calcarea di età greca) a testimonianza ulteriore che in quest’area sorgeva l’antico quartiere sub-urbano del Plemmyriom, oggi scomparso.
Nella zona della grotta Pellegrina si trovano due interessanticisterne per l’acqua piovana probabilmente risalenti al secolo XIX, testimonianza di antiche colture.
Ma non è finita. Tutt’intorno, è una macchia mediterranea dominata dalla presenza della palma nana, che qui è rappresentata con il palmeto più esteso della provincia (quasi un chilometro quadrato).
Schermata 2016-01-29 alle 12.37.28

 

Nella zona di Punta della Mola si riscontrano altre piante interessanti come il tabacco siciliano e molte specie di piante grasse alloctone, come l’agave.
Il ficodindia (alloctono) è ampiamente diffuso lungo tutta la costa.
In prossimità del mare esistono associazioni di specie quali il Crithmum maritimum, Limonium, Lotus cytisoides, propri di ambienti costieri rupestri.
La penisola della Maddalena ha importanza nazionale come punto di osservazione dei passeriformi migratori e degli uccelli marini.

 

 

 

 
fenicottero-rosa_01Altre specie animali sono: la lucertola siciliana, il coniglio, il discoglosso dipinto (ormai rarissimo per l’abbandono delle “gebbie”), il biacco, la testuggine, l’istrice, la volpe e la donnola.
Non lontano, nella zona umida e salmastra dei pantani, un tempo saline, durante la stagione primaverile ed autunnale, ecco i fenicotteri rosa (foto).

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