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Monte Capodarso

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Monte Capodarso

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35-capodarso
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Monte Capodarso (Riserva Naturalistica) CapodarsoDi splendida suggestione, al centro della Sicilia, l’area è caratterizzata da una serie di emergenze naturalistiche e archeologiche. A valle di monte Capodarso è il fiume Imera meridionale (o Salso) che spesso forma delle gole tra le pareti calcaree delle dolci colline di questa parte di Sicilia centrale. La riserva è delimitata a sud dal ponte Besaro, edificato nel 1553 sotto Carlo V, e a nord dalle falde del monte Capodarso e dalla contrada Trabonella.
Da un punto di vista geologico nell’area sono presenti rocce della serie gessoso-solfifera. Infatti nel Messiniano ci fu una deposizione di sale conseguente alla chiusura del bacino del Mediterraneo che lo portò ad isolarsi dal vicino Oceano Atlantico.
ConchiglieEvaporando progressivamente, le acque causarono la deposizione prima dei sali meno solubili e poi di quelli più solubili portando alla formazione della serie evaporitica (serie gessoso-solfifera).Motivo per il quale si vedono ancora oggi tantissime conchiglie di quel lontanissimo tempo. L’area in passato era sede di diverse solfare, di cui rimangono a testimonianza le zolfatare Giumentaro e Trabonella.

 

 

 

 

 

 

 

Ponte sul Fiume Salso, dipintoDentro la riserva  è l’omonimo ponte costruito a partire dal 1553 sul fiume Salso, per facilitare il trasporto delle merci e delle persone nell’entroterra siciliano, tra il Val di Mazara (a cui la città e il territorio di Caltanissetta appartenevano) e gli altri due Valli. Tuttavia esso non fu praticamente mai utilizzato sino al 1847-48 quando, trasformato da ponte ad un solo arco a schiena d’asino a ponte piano a tre fornici, venne adattato per consentire il passaggio della strada rotabile Caltanissetta-Piazza Armerina.
In seguito ad una piena crollò nel 1960 e fu ricostruito.
Il pittore francese Jean Houel ne fece un disegno ad acquarello (foto) alla fine del XVIII secolo, in quanto considerato assieme al monte Etna ed alla fonte Aretusa di Siracusa, una delle tre meraviglie della Sicilia (un monte, un ponte e un fonte).

Fiume ImeraEsso è situato in località Capodarso (Capitarsu in siciliano), un luogo selvaggio e impervio, protetto da piccole ripide alture che chiudono il Salso in una stretta gola. Il ponte Capodarso è ancora oggi funzionante e largamente utilizzato. Fa parte della SS122.
Una delle più belle escursioni è quella alla cosiddetta grotta delle Meraviglie, cavità carsica  in buona parte ancora inesplorata.
In questa zona nidificano il cavaliere d’Italia, il germano reale, la folaga e tanti altri volatili.
La riserva ospita molte specie di uccelli, fra cui la garzetta, l’airone cenerino, la marzaiola …
Fra le specie nidificanti si possono citare il germano reale, la folaga, la gallinella d’acqua…
I mammiferi sono rappresentati da volpe, donnola, coniglio selvatico …
Fra i rettili sono presenti il saettone, un serpente innocuo che può raggiungere i 2 m di lunghezza, e la testuggine palustre siciliana.
La flora della riserva è costituita da 505 specie, tra le quali: timo, Silene fruticosa e Limonium optimae raimondo, specie endemica.
Sono presenti anche delle aree coltivate a cereali e foraggio, degli oliveti e dei mandorleti.
Nell’area si trovano anche tante tipiche e antiche masserie siciliane, tutte in pietra.

Altra nota caratteristica sono i cosiddetti calanchi, solchi ramificati che si formano per erosione del terreno per effetto di dilavamento delle acque su rocce argillose degradate.
Nella riserva sono stati rinvenuti dei reperti archeologici che testimoniano la presenza dell’uomo sia in epoca preistorica che greca e romana, conservati al Museo Archeologico Regionale di Caltanissetta.

 

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