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Monte Pellegrino

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Monte Pellegrino

“Il più bel promontorio del mondo”, come lo definì Goethe, si tuffa nel mare della splendida Palermo. Una riserva di oltre 1000 ettari, comprendente l’intero massiccio del monte Pellegrino, il bosco Niscemi e il giardino storico della Real Tenuta della Favorita. Il panorama di Palermo, della Conca d’Oro (la fertile pianura sulla quale è adagiata Palermo e provincia) e buona parte della costa settentrionale della Sicilia, quassù dal monte Pellegrino, è uno spettacolo.
Questa montagna, alta 609 m ospita una ricca flora e fauna, e siti di grande interesse naturalistico, geologico e archeologico.

 

Monte Pellegrino, MappaMonte Pellegrino è il regno della biodiversità: vi si trovano difatti circa mille specie di piante (ben 25 orchidee), di cui molte endemiche,  nonché la metà delle specie di mammiferi presenti in Sicilia ed un ricco contingente di rettili ed artropodi, ma soprattutto uccelli nidificanti e migratori di eccezionale importanza in Sicilia.
La particolare conformazione del monte, simile ad una fortezza naturale, ha permesso la conservazione di importanti ambienti quali la vegetazione rupestre e le formazioni a macchia e bosco di leccio.
Il monte è un massiccio carbonatico la cui caratteristica principale è data dalle pareti a strapiombo che cingono l’intero comprensorio e sono interrotte solo presso la splendida valle del Porco e dalle numerose grotte di origine marina, luoghi di antichi insediamenti umani.
I primi indizi della sua originaria figura ci provengono da Polibio (150 a.C.), che nel chiamarlo “Carcere” o “Epiercta” così lo descrive: “…è un monte da tutti i lati scosceso, che dalla pianura che gli sta attorno sorge ad una ragguardevole altezza. Precipizi inaccessibili li cingono dalla parte della marina… Possiede un porto opportuno a quelli che fanno vela da Trapani, da Lilibeo verso l’Italia, e il quale è abbondantissimo di acqua. Tre sono le vie che menano a questo monte, ma tutte difficili; due da terra e una dal mare”
Il suo versante orientale costeggia il mare con un sistema di pareti rocciose a strapiombo che si affacciano sulle borgate storiche di Vergine Maria e dell’Arenella.
Il suo versante occidentale confina invece con la campagna urbanizzata della Piana dei Colli e con la parte terminale della Conca d’Oro, anch’essa ormai completamente urbanizzata.
Il versante settentrionale è forse quello più spettacolare, poiché in questo lato il monte si ritrae in se stesso formando un enorme anfiteatro naturale di primordiale bellezza, a ridosso del quartiere Addaura.
Il versante meridionale, parimenti bello, confina con le attrezzature portuali della città ed è stato sempre il soggetto preferito dai pittori vedutisti dell’Ottocento.
La sommità del monte è costituita da una piattaforma rocciosa generalmente pianeggiante, sulla quale si ergono picchi e alture, la maggiore delle quali rappresenta la vetta del monte a quota 600 m. s.l.m. e che anticamente servì come luogo di vedetta di notevole particolarità strategica.
Bufo SiculusSul monte si riproduce il rospo smeraldino siciliano (foto, Bufo siculus).
Ma le specie più interessanti sono sicuramente quelle legate alle pareti rocciose che ospitano rapaci diurni di particolare interesse, come la poiana, il gheppio, il falco pellegrino e rapaci notturni come il barbagianni e l’allocco. Tra i mammiferi selvatici ritroviamo la volpe, il riccio, la donnola e il coniglio.
Le specie più rappresentative della flora sono il leccio, il carrubo, il bagolaro, l’olivastro, il pistacchio, il lentisco…
Pini, eucalipti e cipressi fanno parte del rimboschimento.

Nella parte più bassa, a livello del bosco della Favorita, prevalgono i rinomati e profumatissimi agrumeti di Sicilia (arance, limoni e mandarini).
Rilevante poi la comunità micologica, una delle più ricche d’Italia, con diverse migliaia di specie (funghi di ferula ed alcune specie pregiate di Boleti).
Bellissima la strada che dal centro di Palermo sale sul monte, serpeggiando tra i boschi del monte che si alternano con il tipico paesaggio brullo della pietra calcarea assediata da spennacchiati fichidindia e con superbi panorami sulla città e sulla corona di monti che la cingono su tutto il lato meridionale.
E’, indubbiamente, una delle più belle passeggiate siciliane.
La riserva è attraversata da una strada carrozzabile asfaltata cui si può accedere da Mondello Valdesi e da piazza Generale Cascino.

A seguire le emergenze più rilevanti del monte:

 

Santuario di Santa Rosalia e dintorni

Santuario di Santa RosaliaIl 4 Settembre è la festa della patrona di Palermo: Santa Rosalia, “a santuzza” per i palermitani, Rosalia Sinibaldi all’anagrafe (secondo la leggenda nobile discendente di Carlo Magno, morta da eremita il 4 settembre 1160 all’età di 33 anni)
Questo incantevole santuario si trova quasi in cima al monte.
Incastonato nella roccia, fondato nel 1625, è meta di pellegrinaggio dei devoti.
Dentro la grotta sono tantissime richieste di miracoli e ringraziamenti per quelli già espletati dalla santa.
Il santuario custodisce le ossa di Santa Rosalia, che secondo la tradizione furono rinvenute le ossa della santa nel 1624; il loro trasporto in città avrebbe fatto cessare la terribile pestilenza che affliggeva la popolazione e da allora la “Santuzza” divenne la patrona della città.
Nei suoi pressi è il Gorgo di Santa Rosalia, piccolo specchio d’acqua stagionale.
E’ possibile salire al santuario dall’antichissimo tracciato della Scala Vecchia(da piazzale Cascino) con originale pavimentazione in pietra settecentesca, sul versante sud, tradizionalmente utilizzata per i pellegrinaggi al santuario di Santa Rosalia.

Le grotte: Addaura e Niscemi

Le grotte: Addaura e NiscemiLe grotte dell’Addaura (foto), la cui importanza è dovuta alla presenza di uno straordinario complesso di incisioni rupestri risalenti al Paleolitico, costituiscono un caso unico nel panorama dell’arte rupestre preistorica, si aprono nel versante settentrionale del monte. Vedi su Sicilia Archeologica per saperne di più.
La grotta Niscemi, sempre con incisioni paleolitiche, sorge sulle pendici del versante occidentale del monte Pellegrino, racchiude testimonianze di arte rupestre del Paleolitico superiore, scoperte successivamente a quelle delle grotte dell’Addaura.
Vedi su Sicilia Archeologica per saperne di più.

Il Real Parco della Favorita

Altro simbolo di Palermo, amatissimo dai palermitani, questo giardino si estende per 400 ettari e fu voluto nel 1798 da re Ferdinando III di Borbone.
In stile neoclassico era destinato ad accogliere le attività preferite dal sovrano, ovvero: la caccia e la sperimentazione agraria.
Verso le pendici del monte, nella fitta boscaglia di leccio e lentisco che ospitava fagiani, pernici, beccacce, conigli … si snodava un accidentato percorso di caccia appositamente creato ed interrotto dalla presenza dei torrioni neogotici, destinati a deposito di armi e munizioni e al riposo.
Vi si accede, comunemente, da Piazza Leoni dove è il bellissimo e romantico ingresso.
Da qua un lunghissimo viale alberato, transitabile in macchina, congiunge Palermo alla rinomata località balneare di Mondello, costeggiando il monte Pellegrino.

Palazzina CineseNel parco è la Real Casina di Caccia, luogo dove il re si apprestava a cacciare ed a conviviare con i suoi ospiti,. Ha una stravagante forma orientale da cui il nome:
Palazzina Cinese
(foto), che oggi ospita il Museo Etnografico G. Pitrè.
A due passi è la stupenda Villa Niscemi, residenza ricca di antichi arredi ed opere d’arte.
I viali principali del parco vennero intitolati a figure della mitologia:viale Diana (quello più vicino alle falde del monte, dedicato alla dea della caccia);  viale d’Ercole (che culmina con una ottocentesca fontana con statua dell’eroe); e viale di Pomona(dedicato alla dea della frutta e dei giardini) che interseca perpendicolarmente i primi due.
Proprio nel cuore del parco, in prossimità dei torrioni che fungevano da depositi di armi, venne eretto il bellissimo edificio delle Scuderie reali.

 

La Valle del Porco

LaValle del Porco è una suggestiva vallata caratterizzata da 1.5 km di ripide rupi calcaree ricche di una fittissima vegetazione.
E’ situata sul versante occidentale del monte Pellegrino, con accesso dal Parco della Favorita, in prossimità delle Ex Scuderie Reali.
Il sentiero: lasciata l’automobile davanti alla Palazzina Cinese, poco prima della Borgata Pallavicino, si procede lungo la strada asfaltata lasciando a sinistra la statua di Ercole.
Svoltando poi a destra al secondo bivio, si raggiungono le ex scuderie borboniche dalle caratteristiche torri ottagonali.
Superando la torre di sinistra si percorre un ripido sentiero dentro la valle del Porco, caratterizzata da vegetazione rupicola e da fitta macchia mediterranea.
Giunti alla spianata del monte in circa ottanta minuti, dopo una breve sosta, si potrà procedere lungo la strada asfaltata che porta al Santuario ed alla Grotta di Santa Rosalia, terminando infine al belvedere da dove si gode il bel panorama su tutto il golfo di Palermo.
Sentiero della Rufuliata: poco a nord della Valle del Porco, è un sentiero agevole che si va a ricongiungere al precedente.

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