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Dorsale dei Nebrodi

Tutta la magia di un enorme bosco: laghi, alberi, fiumi, animali, vette, panorami e gnomi siculi!

Dorsale dei Nebrodi

Nebrodi map (from Wikipedia CC BY-SA)
Nebrodi map (from Wikipedia CC BY-SA)
Portella Femmina Morta
Portella Femmina Morta
Rocche del Crasto (from Wikipedia)
Rocche del Crasto (from Wikipedia)
Map from Portella Serio to Portella dell'Obolo
Map from Portella Serio to Portella dell'Obolo
Lake
Lake
Map at Portella Femmina Morta
Map at Portella Femmina Morta
Etna volcano seen from Nebrodi
Etna volcano seen from Nebrodi
Map from Portella dell'Obolo to Portella Femmina Morta
Map from Portella dell'Obolo to Portella Femmina Morta
Portella dell'Obolo
Portella dell'Obolo
Map from Portella Femmina Morta to Portella Mitta
Map from Portella Femmina Morta to Portella Mitta
The magic of a lake
The magic of a lake
Mangalaviti forest
Mangalaviti forest
Monte Soro
Monte Soro

 

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E’ una stupenda passeggiata che ferisce al cuore i Nebrodi. 70 chilometri di boschi, laghi, panorami, natura incontaminata.

Questo meraviglioso percorso si può dividere in 3 parti principali (ognuna delle quali parte e arriva ad una strada statale o provinciale): da Serro Merio (SS117)  a Portella dell’Obolo (SP168); da Portella dell’Obolo (SP 168) a Portella Femmina Morta (SS289); e da Portella Femmina Morta (SS289) a Portella Mitta (SS116).

Pronti ad entrare in un sogno ? Andiamo …

p.s. Noi abbiamo supposto un itinerario con verso ovest-est. Si intende che è possibile percorrerlo anche in direzione opposta.

 

 

 

da SERRO MERIO a  PORTELLA DELL'OBOLO

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  • Partenza: Serro Merio (1093 m.s.l.m.)   37°53'28.03"N     14°22'34.34"E
  • Arrivo: Portella dell’Obolo (1503 m.s.l.m.)      37°54'0.39"N     14°30'8.75"E
  • Tempo di percorrenza a piedi: 6 ore
  • Difficoltà: Media
  • Lunghezza: 21 km

 

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Il percorso inizia da Serro Merio, lungo la SS117, a circa 5 chilometri da Mistretta.

Appena imboccato il sentiero subito sulla sinistra  si raggiunge rapidamente l’Urio Quattrocchi (1030 m.s.l.m., foto), un laghetto di forma circolare, molto piacevole da visitare poiché ospita diverse specie di uccelli acquatici, alle pendici del monte Castelli (1566 m).
Il piccolo specchio d’acqua è delimitato da una recinzione in legno e nei suoi pressi è un’area attrezzata che rende questo luogo meta prediletta di molti visitatori.

Tartarughe, diversi uccelli, piccoli mammiferi e roditori sono i suoi abituali frequentatori.

 

Dopo aver superato l’Urio (sulla destra è una fontana in pietra locale) si percorre la trazzera principale direzione di Case Pomiere, incontrando i sontuosi boschi di Medda e di Mascellino, ove esemplari maestosi di faggio svettano insieme a cerro e rovere.

Siamo tra i monti Castelli (1566 m) e Pomiere (1544 m). Qua è anche un grande abbeveratoio. Continuando a camminare nella foresta si arriva alle Case Mascellino e quindi si continua a salire fino ad arrivare ai 1306 metri in località Acqua dei Vitelli.  Siamo dentro il demanio comunale Moglia 1347 m. s.l.m. nel quale si trova un bosco naturale di quasi 50 ettari, costituito da  tassi secolari. Continuando a salire si raggiunge, Portella Pomiere e Timpone Mirio.

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Poco prima dell’arrivo è una fontana in pietra e 500 metri oltre ecco  Portella dell’Obolo 1503 m. s.l.m. in corrispondenza della SP168 dei Monti Nebrodi, posta tra Serra Pumeri (1544 m.s.l.m.) ad ovest e Pizzo Fau (1686 m.s.l.m.) ad est.

 

 

 

 

 

 

da PORTELLA DELL'OBOLO a PORTELLA FEMMINA MORTA

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  • Partenza: Portella dell’Obolo (1503 m.s.l.m.)    37°54'0.39"N     14°30'8.75"E
  • Arrivo: Portella Femmina Morta (1524 m.s.l.m.)    37°55'8.20"N    14°39'15.89"E
  • Tempo di percorrenza: 6 ore
  • Difficoltà: Media
  • Lunghezza: 24 km

 

Lasciata Portella dell’Obolo (1503 metri s.l.m.), si scende seguendo la SP168 e, dopo circa 1chilometro, si devia a sinistra prendendo una strada in terra battuta. Siamo immersi in un bosco costituito da esemplari di querce e faggi mentre il sottobosco è costituito da macchie di agrifoglio, pungitopo, rovo, biancospino e perastro.
Si arriva dunque, sempre inzuppati in secolari cerrete,alla Caserma Mafauda (ex caserma del Corpo Forestale) e successivamente a Portella Calcare 1410 m. s.l.m. da dove è possibile risalire su Monte Pelato 1567 m.s.l.m. da dove il panorama è uno dei più affascinanti, aprendosi sull’Etna e sulle cime dei rilievi dei monti Nebrodi e delle vicine Madonie.
Riprendiamo il percorso principale immersi in una maestosa faggeta e, sempre ad un’altitudine costante di circa 1400 metri, si arriva a Portella del Ceramese prima e, dopo circa 12 chilometri,a Portella Scarno.


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Qui si può prendere il sentiero a destra e fare un’escursione  alla  Caserma Sambuchello ex caserma delle guardie campestre e al lontano (10 chilometri) Lago Ancipa (948 metri s.l.m.) da dove origina il fiume Simeto.

Noto anche come lago Sartori, il lago di Ancipa è un grande invaso artificiale nel territorio di Troina, Cerami e Cesarò. Lo specchio d’acqua è tipicamente circondato da un bellissimo bosco misto che ne esalta la bellezza ed i panorami.

 

 


Ma rimaniamo nel nostro sentiero principale e dopo aver attraversato la Fontana Mucciata, si arriva presso Portella Miraglia (1500 m. s.l.m.) in corrispondenza della SS289, a circa 15 chilometri da Cesarò e da San Fratello.

 

 

 

da PORTELLA FEMMINA MORTA a PORTELLA MITTA

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  • Partenza: Portella Femmina Morta (1524 m.s.l.m.)     37°55'8.20"N    14°39'15.89"E
  • Arrivo: Portella Mitta (1244 m.s.l.m.)    37°59'29.40"N    14°53'39.84"E
  • Tempo di percorrenza: 7 ore
  • Difficoltà: Media
  • Lunghezza: 25 km

 

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Splendido sentiero dove una macchina fotografica non basta !

E’ la tappa più importante e conosciuta della Dorsale dei Nebrodi.

Inizia da Portella Femmina Morta (o Portella Miraglia, 1524 m.s.l.m.), sulla SS289 S. Fratello – Cesarò.

La traccia, inizialmente pianeggiante, attraversa un’area limitrofa alla faggeta di monte Soro, dove sono bene evidenti le aree carbonili dei numerosi fussuni.

Percorrendo questa panoramica (con vista anche sulle isole Eolie) trazzera reggia, dopo circa 2 chilometri, si arriva in corrispondenza di Portella Calacudera.

Qua sulla destra si può proseguire per il tratto asfaltato che raggiunge Monte Soro (1847 m.s.l.m.), la cima più elevata del complesso montuoso dei Nebrodi.


Veramente straordinaria la sua faggeta per la vastità e bellezza degli esemplari secolari

La camminata nel bosco consente di vedere, poco prima della vetta, il monumentale Acero montano, uno dei più grandi d’Italia (22 metri di altezza e circa 6 metri di diametro).
Se invece di svoltare per monte Soro si continua a camminare ci si dirige, sempre inzuppati in questa splendida faggeta Sollazzo Verde, verso il Lago Maulazzo (1400 m.s.l.m.), invaso artificiale di 5 ettari. Qua è anche una bella area attrezzata.
Dal lago Maulazzo si può scendere verso nord prendendo il sentiero degli Agrifogli.

Il percorso permette, in una sola giornata, di incontrare vari ambienti di notevole interesse: elementi della macchia mediterranea, querceti, prati, tipiche aree agricole, faggeta, ed un sottobosco estremamente ricco di magnifici agrifogli.
Poco oltre è il lago Spartà un’altra delle tante piccole zone umide dei Nebrodi.

 

nebrodiProseguendo, dopo  2 km, si arriva al bivio Passo Taverna e dopo ulteriori 2 Km al Lago Biviere 1278 m. s.l.m., il più ampio bacino lacustre dell’area dei Nebrodi, dove si possono ammirare diversi esemplari di uccelli acquatici.

Un incanto con la fitta vegetazione boschiva costituta da faggi e il sottobosco da agrifoglio, tasso, rovo, melo selvatico, perastro, biancospino e rosa canina. Qua è anche una bella area attrezzata.
Il romantico lago ha una superficie di circa 18 ettari. La presenza di acqua in una zona montana, dentro un bosco di faggio, è un vero e proprio punto di riferimento per la vita di numerose specie di uccelli acquatici e per la sosta degli uccelli migratori durante il loro misterioso e millenario viaggio.
Di particolare interesse è un fenomeno naturale che si verifica durante il periodo estivo, quando le acque del lago si colorano di rosso per la fioritura di una microalga chiamata scientificamente Euglena sanguinea.


Neanche a parlarne dei superbi panorami, degni di un set alla Harry Potter, che spaziano dai mille colori del lago, agli uccelli, al bosco, agli impenetrabili popolamenti di piante idrofile.
Siamo nel cuore del parco, nella faggeta di Scavioli, tra boschi e panorami da cartone animato !

Superato il biviere di Cesarò si entra nel fittissimo Bosco di Mangalaviti, costituito dalle solite imponenti faggete ad alto fusto di grande valore naturalistico e paesaggistico e da dove, sbirciando tra gli alberi, si possono ammirare sia il bacino del torrente Rosmarino che la maestosità delle Rocche del Castro.
Luogo di straordinaria bellezza e di grandissima suggestione,il bosco di Mangalaviti,  ricade in gran parte nel territorio del comune di Longi e del comune di Bronte. Non presenta solo faggi ma anche, frassini, agrifogli, aceri, perastri, meli selvatici e tassi.
Limitrofo al bosco è la Serra del Re che con i suoi 1754 metri è una delle vette più alte dei Nebrodi. Scalatela ed immergetevi nel grandioso panorama.
Dal bosco di Mangalaviti è possibile raggiungere in neanche un’oretta, Portella Gazzana, a nord, tra Longi e Galati Mamertino.Punto di riferimento per la fruizione del Parco nel piazzale si trova un Ufficio Informazioni ed un’area di ristoro. Da Portella Gazzana partono gli itinerari verso le Rocche del Crasto e verso il Bosco di Mangalaviti, appunto.


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Ma noi continuiamo per la Dorsale dove è un classico incontrare famiglie di maialini e cinghiali …

Si attraversa Portella Balestra 1540 m.s.l.m. e la Sorgente di Favotorto 1610 m.s.l.m., dentro una fitta faggeta.

Si arriva a Serra Pignataro (il punto più alto del sentiero con i suoi1661 m.s.l.m.), e si inizia a scendere fino a FontanazzaPizzo Scavello (1575 m)Portella di Testa (1467 m).

Otto chilometri circa dopo il bosco di Mangalaviti si arriva a Portella Dagara1467 m s.l.m.

 


Da qua è possibile, prendendo una veloce deviazione sulla destra, raggiungere due bellissimi specchi d’acqua: lago Cartolari (1390 m) e lago Trearie (1435 m).
Il lago Cartolari è un piccolo occhio d’acqua ai piedi del Piano di Palma, non distante dal Lago Trearie. Ospita una fauna sia stanziale che di passo, come la lallinella d’acqua, l’airone ed il germano reale. Il laghetto è circondato da pascoli e da magnifici boschi di querce e faggio.
E’ anche una sorta di regno dei funghi con ottimi porcini e prataioli su tutti.

Il limitrofo Trearie (1435 m) è il lago a più alta quota della Sicilia.
Abbastanza grande, si è formato in seguito a una frana, e si trova al confine fra i comuni di Randazzo (Ct) e Tortorici (Me), in località Cartolari-Faranda. Per il posto di rilievo che occupa dal punto di vista ambientale, costituisce riserva naturale integrale ed è meta di sosta per diversi uccelli migratori. Da esso si origina il torrente Saracena, uno dei principali affluenti del Simeto.
Riprendendo la dorsale, si cammina tra pascoli e vallate che rubano tutto quello che serve ad un essere umano per “vedere”: occhi, cuore e testa.
Poco oltre si raggiunge l’ennesimo specchio d’acqua, il lago Pisciotto, ai piedi del monte del Moro o Pojummoru (1433 m.s.l.m.). Detto anche Lago Batessa, presenta una ricchissima vegetazione igrofila ed i soliti, bellissimi uccelli stanziali e migratori, oltre ad anfibi e svariate specie di artropodi.

Più a valle inizia la strada che conduce a Portella Mitta 1244 m. s.l.m. Siamo in territorio di Floresta (1275 m s.l.m.), il comune più alto di Sicilia.

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