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Museo Regionale Agostino Pepoli

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Museo Regionale Agostino Pepoli

Museo Regionale Agostino Pepoli

Museo Regionale Agostino Pepoli
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La sede museale è il trecentesco ex convento dei Padri Carmelitani, ampiamente rimaneggiato tra il cinquecento ed il settecento.
Il museo illustra, insieme alle collezioni di pittura e di scultura, lo svolgimento delle arti figurative nel territorio trapanese con particolare riferimento alle arti decorative ed applicate nelle quali la città di Trapani primeggiò soprattutto per quanto riguarda il settore delle opere in corallo, della maiolica, degli ori, degli argenti e della scultura presepiale.
La conoscenza del corallo risale ad epoche remote, probabilmente perché legato al mito greco di Medusa dove si credeva che fosse il suo “sangue pietrificato”.
Era considerato un amuleto contro i diavoli e la cattiva sorte.
Difatti era spesso fatto indossare ai bambini romani per proteggerli contro i pericoli ed addirittura al collo di Gesù nei quadri di pittori tedeschi, italiani e fiamminghi del Rinascimento.
Anche oggi il corno di corallo e ritenuto da molti un portafortuna.
Il corallo è un animale coloniale che produce un robustissimo scheletro calcareo.
Si presenta in varie specie, tra cui il notissimo corallo rosso del Mediterraneo, sicuramente il più pregiato al mondo e che si presenta in diverse tonalità di colore che vanno dal rosa, all’arancio fino al rosso scuro.

La materia prima (i banchi corallini) abbondava per cui il corallo è stata una delle risorse primarie che ha dato pregio e lustro, oltre che impiego, alla città di Trapani.

Dal XV al XVIII secolo i corallai trapanesi, soprattutto ebrei, acquistarono fama in tutto il bacino del Mediterraneo con le loro splendide creazioni: oggetti sacri e profani, capezzali e cornici,; e soprattutto i magnifici presepi, unici al mondo, nei quali il corallo è frammisto a oro, argento, pietre preziose e smalti.
Vennero create opere di squisita fattura per sovrani, principi, cardinali e papi. I maestri «curaddari», le cui 25 botteghe si aprivano tutte in un’unica strada, eseguivano le loro incisioni in prevalenza di carattere sacro per arrivare poi a quello che è stato sempre il più diffuso ornamento muliebre: la collana.
Oggi la lavorazione del corallo è quasi del tutto scomparsa.

 

Piano terra

Sale 1 e 2  Epigrafi e sculture

 

Piano primo

Sale 3-11   Pinacoteca: opere dal XIII al XVIII secolo
Sale 12-14   Presepi
Sale 15 e 16 Coralli
Sale 17 e 18  Ori e argenti
Sale 19 e 20  Arredi chiesastici e paramenti sacri
Sala 21   Maioliche
Sala 22  Disegni e stampe
Sala 23   Reperti archeologici
Sala 24   Monetiere
Sala 25   Cimeli storici della città di Trapani e dipinti del XIX secolo

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