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Foce del fiume Platani

Dune, falesie, Sicelioti e tartarughe

Foce del fiume Platani

The turtle Caretta Caretta
The turtle Caretta Caretta
The archeological site of Eraclea Minoa stands on the top of the cliff
The archeological site of Eraclea Minoa stands on the top of the cliff

La riserva comprende la parte finale del fiume Platani e il tratto sabbioso di borgo Monsignore, affiancato da un cordone di splendide e lucenti basse dune.
Il fiume Platani è uno fra i più importanti della Sicilia: nasce dalla confluenza che avviene sul confine del Platani di Lercara e del Platani di Castronovo, che nascono rispettivamente nei comuni di Lercara Friddi (sotto il Pizzo Lanzone) e Santo Stefano Quisquina (tra i monti Serra della Moneta e Pizzo della Rondine).
Lungo la sua rincorsa verso il mare il Platani riceve le acque di molti affluenti tra i quali fiumi Gallo d’Oro, il Turvoli, il Vallone Morella, il Vallone Tumarrano, il Vallone di Aragona.
Era, evidentemente, navigabile e fu un importante via di comunicazione per greci e compagnia bella.
Un tempo rivestita da una fitta foresta (come tutta la Sicilia) oggi la sua area è caratterizzata da uno struggente paesaggio tanto brullo quanto affascinante: campi di grano, rocche che si innalzano improvvise, città archeologiche qua e la, pizzi, altipiani, collinette …

Il Platani, dopo un lungo percorso di 110 km, sfocia nel mare in prossimità di Capo Bianco una splendida falesia costituita da marna calcarea che domina sulla riserva.
La sommità di Capo Bianco è la sede di Eraclea Minoa, una colonia Siceliota (dei Greci di Sicilia) di età micenea (VI sec.).
Il luogo rende felici gli uccelli migratori fra cui l’avocetta, il cavaliere d’Italia, il falco pellegrino e il falco di palude.

Vi nidificano il fratino, la folaga, la cannaiola, e il pendolino passeriforme caratteristico per il suo nido a forma di bisaccia.

 
caretta-caretta

 

Sulla spiaggia della riserva è tornata a deporre le uova, dopo molto tempo, la tartaruga marina Caretta caretta (foto).
Vivono nella riserva anche la biscia dal collaree il coniglio selvatico che si incontra nelle zone più interne.
200 ettari di macchia mediterranea, habitat naturale per molte specie vegetali, fra cui il pancrazio, la santolina delle sabbie, l’euforbia marittima.
Va segnalata la presenza nella riserva della retama, una ginestra con fiori bianchi, che cresce lungo le coste del Nord Africa e in Italia è presente solo in Sicilia e Calabria.

 

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