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Akray

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Greeks

Akray

Akray: theater
Akray: theater
The evocative Selinuntina Road, that connected Syracuse and Selinunte, passing right by here
The evocative Selinuntina Road, that connected Syracuse and Selinunte, passing right by here
Latomie: the mountain, entirely carved, created deep gullies
Latomie: the mountain, entirely carved, created deep gullies
And then you see wonderful canopied tombs, alternating catacomb tunnels and caves of all shapes and types
And then you see wonderful canopied tombs, alternating catacomb tunnels and caves of all shapes and types
Bas-relief of the 1st century BC
Bas-relief of the 1st century BC
Niches where they had placed wooden and clay tablets on which were recorded the names of the Greek heroes
Niches where they had placed wooden and clay tablets on which were recorded the names of the Greek heroes
Temple of Aphrodite of the sixth century BC
Temple of Aphrodite of the sixth century BC
Theater with a wonderful view of Etna
Theater with a wonderful view of Etna
Just beyond the entrance gate, we enter the Agorà. Here is the small and beautiful theater
Just beyond the entrance gate, we enter the Agorà. Here is the small and beautiful theater
Each of the 12 figures show the goddess Cybele seated on a throne with a chiton
Each of the 12 figures show the goddess Cybele seated on a throne with a chiton

 

 

akary-ancient-road-for-selinunteSpettacolare città Siceliota (dei greci di Sicilia) del VII sec. a.C.  Akray fu una delle colonie più importanti di Siracusa.  Essa si trova in cima ad un colle. Diverse le attrattive dell’area archeologica.
Appena entrati, sulla  destra e l’evocativa via selinuntina(foto) che univa Siracusa a Selinunte passando proprio da qua. Osservare ancora oggi il lastricato di questa arteria proietta immediatamente al passato: un piccolo sforzo ed ecco apparirecavalli, carrozze …  Accostata alla strada, sono una serie di edifici fuori le mura.
Poco oltre  la porta di ingresso entriamo nell’agorà. Quà è il piccolo e bellissimo teatro (foto) che è unito, anche attraverso una galleria all’altezza della settima gradinata, al bouleuterion(senato pubblico).

 

Il teatro ha come quinta panoramica l’Etna.AkraiSopra il teatro si vedono i ruderi di diversi edifici e, tra questi, i resti del tempio di Afrodite del VI sec a.C. e di cui rimangono grossi blocchi squadrati e parte della cella.
L’area archeologica ha delle particolarissime latomie  (Intagliata e Intagliatella) che inizialmente furono usate per l’estrazione della pietra per le costruzioni degli edifici di Akray.
Ed infatti la montagna appare interamente scavata, creando anche profondi dirupi.
Successivamente diventarono necropoli vere e proprie e ancoradopo, addirittura, abitazioni.
E quindi si vedono meravigliose tombe a baldacchino  alternarsi a cunicoli catacombali, a grotte di ogni forma e suggestione. Un mondo quasi sotterraneo, ricavato dalle precipiti pareti di Akray.
Si notano lungo tutte le latomie diverse nicchie dove venivano messi tavolette di legno o terracotta degli eroi greci che in tal modo venivano ricordati.


BassorilieviDi grande pregio è un bassorilievo del I sec a.C. che raffigura un sacrificio e il banchetto degli eroi (foto).
Poco oltre la zona archeologica vi sono i cosiddetti  Santoni, 12 sculture, del III secolo a.C., scolpite nella roccia dedicate al culto della Dea Madre (Magna Mater) dea della natura, degli animali e protettrice in senso generale, venerata da tutti i popoli della storia (la prima fu Cibele, nella Frigia, che divenne Rea per i Greci ed appunto Magna Mater per i romani).
Era festeggiata dal 15 al 28 Marzo con dei giochi in suo onore (Megalesia, che iniziavano il 4 Aprile). Assolutamente unici nel mondo nel loro genere, costituisco una vera e propria via Crucis della religione pagana.


santoni-dea-materIn ognuna delle 12 figure compare la dea Cibele assisa in trono con chitone, una lunga veste, mentre con la mano destra regge una patera ed ai lati sono sempre rappresentati uno o due leoni, animali sacri alla dea (foto). Un pò rovinate dal tempo, consigliamo di immaginarle quando la dea era adornata con corone bronzee o auree, con bracciali più o meno preziosi (i fori praticati a fianco delle teste e delle braccia a ciò servivano), fiori e quant’altro.

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