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Forre laviche del Simeto

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Forre laviche del Simeto

Forre laviche del Simeto

Forre laviche del Simeto
Forre laviche del Simeto
saraceni-bridge (2)
saraceni-bridge (2)
Simeto
Simeto
falco-pellegrino
falco-pellegrino
ponte-serravalle
ponte-serravalle
ambra
ambra
 

Le forre sono gole formatesi dall’incontro millenario tra la pietra lavica di antiche eruzioni e l’acqua del fiume, in questo caso il Simeto.
L’area inizia in territorio di Bronte all’altezza del ponte della Cantera, nell’omonima contrada.
Qua con un’altezza anche di 50 metri (“il balzo della cantera”) , le pareti laviche (eruzione del 1603) su entrambe le sponde, ricoperte da vegetazione della macchia mediterranea, precipitano a piombo verso l’acqua.

 

ponte-serravalle

 

Poco dopo il Simeto riceve a destra l’affluente Troina dove è il bellissimo ponte normanno (foto) di Serravalle. Le sue arcate medievali sono caratterizzate dal particolare effetto cromatico formato dall’uso delle pietre locali basaltiche in alternanza a conci di tufo bianco. Fu fatto costruire dal Conte Ruggiero nel 1121 in memoria della madre Adelasia, morta a Patti nel 118.

Sul ponte passava la vecchia strada che univa l’entroterra della Sicilia (Cesarò, Troina) a Catania e Messina. A pochi passi si trovano le case Serravalle , un grande tipico baglio siciliano con annessa una chiesetta.

 

saraceni-bridge (2)Il Simeto continua la sua discesa, tra interessanti formazioni laviche a basalto colonnare (foto), dovute al repentino raffreddamento della colata a contatto con le acque del Simeto.
In un paesaggio quasi incontaminato e ricco di canyon, cascatelle, squarci spettacolari … si arriva presso il ponte dei Saraceni (foto), altro baluardo archeo-paesaggistico di grandissimo valore architettonico.

Sul greto del fiume si possono vedere ciottoli di origine lavica, diversamente colorati.

 

ambraNon è raro imbattersi in ciottoli e gusci di ambra di colore molto chiaro e che di tanto in tanto conservano fossili di animaletti, che rendono pregiatissima questa pietra (foto).
Tra gli oleandri, che si arrampicano nelle rocce e l’accattivante fruscio dell’acqua, da segnalare anche le diverse colture tipiche della zona: pistacchio (da queste parti tra i più pregiati al mondo), agrumi, mandorli, fichidinida … tutti cresciuti ad acqua del Simeto e terra lavica.
Il paesaggio è completato da una vegetazione ricchissima: oleandro, asfodeli bianchi e gialli, giunchi, papavero e tanaceto, ferie, borragine.
Per la fauna i principali rappresentanti sono la biscia, la volpe, il coniglio, la lepre, il ramarro, la lucertola wagleriana e altri.

falco-pellegrinoPer i volatili migratori abbiamo il falco pellegrino (foto). A volte è stato avvistato l’airone cenerino, che sosta in migrazione per la ricchezza di anfibi da predare.
Tra i rapaci notturni sono segnalati il barbagianni, mentre nelle aree più alberate frequenti sono sia l’assiolo, che la civetta. Nelle pareti rocciose nidifica il colombaccio.
Di particolare interesse la presenza del granchio di fiume Potamon fluviatile. 

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