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Cava d'Ispica

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Cava d'Ispica

Cava d'Ispica

Cava d’Ispica
Cava d’Ispica
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Canyon tipico dei monti Iblei, scavato da millenni di erosione da parte del fiume Pernamazzoni nel corso superiore e Busaitone in quello inferore.   
E’ uno dei posti più pittoreschi della Sicilia la cui caratteristica principale è il suo aspetto trogloditico: millenarie costruzioni trogloditiche,  scavate nella roccia nel profondo delle gole, con il costante dolce scorrere dell’acqua del fiume, del richiamo dei volatili e del fruscio delle onde.
E scusate se è poco !

Lunga 13 chilometri, Cava d’Ispica si estende da Modica (a nord e con il nome di Cava d’Ispica propriamente detta) fino ad Ispica (a sud) dove prende il nome di Parco della Forza.

Raffigurata da tantissimi viaggiatori del passato, Cava d’Ispica fino al terremoto del 1693

era abitata da ben 6000 persone. Un universo curiosissimo, da uomini delle caverne, che folgorò gli eruditi viaggiatori secenteschi che pitturarono questo quadretto (viaggi pittoreschi) in molti loro schizzi artistici.

cava-ispica-mammasicily (1)Il sito è uno spettacolare susseguirsi di catacombe cristiane, necropoli preistoriche, chiesette, castelli, abitazioni, e strutture varie tutte scavate nella roccia dal Neolitico fino al 1693, appunto. 4000 e passa anni a scavare il calcare degli Iblei !

Questo prezioso patrimonio artistico e archeologico è immerso in un ambiente ricco di vegetazione. Qui domina la macchia mediterranea con carrubi, olivi selvatici, palme nane, lecci, platani, euforbie, mentre nel sottobosco si trovano felci, edere, salvie profumate ed asparagi; il fondovalle, coltivato per gran parte a giardini e orti, è ricco di fichi, noci e melograni. La fauna è ormai scarsa tuttavia ci si può imbattere in conigli selvatici, volpi, ricci e qualche raro istrice.

Passeggiamola tutta questa bellissima area archeo-naturalistica, immaginando di andare da nord (Modica) verso sud (Ispica) e seguendo la mappa.
E prendendosi 6-7 ore di tempo !

 

CAVA ISPICA OCCIDENTALE

Chiesa di San Pancrati, una delle più antiche del comprensorio ibleo, risalente alla metà del VI secolo, è una chiesa a tre navate costruita con blocchi megalitici.

Contrada Baravitalla (Baravitadda in dialetto), che ospitava l’antico abitato medievale di Isbarha, occupa l’altopiano roccioso nord della Cava. Nella zona sono state trovate tracce di capanne e focolai diun villaggio preistorico dell’età del bronzoe soprattutto una millenaria tomba certamente appartenuta a qualche illustre personaggio, caratterizzata da 10 finti piastrini ricavati ai lati dell’ingresso. La tomba è costituita da due ambienti, divisi da un secondo portello: un’anticamera ovale e una cameretta funeraria del tipo a “forno”.

 

Grotta dei Santi, di probabile epoca bizantina con affreschi di 36 santi.

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La catacomba paleocristiana (IV -V sec. d.C) della Larderia (foto), con un’estensione di oltre 500 mq, è veramente imponente per il numero di sepolture (464 tombe).
Proseguendo dalla Larderia per circa 400 metri verso sud-est si incontra la Grotta della Signora (15 x 7 metri),fonte d’acqua sacra di origini antichissime, le cui pareti ospitano graffiti incisi su lapidi di calcare di epoca preistorica e paleocristiana.  

Oltre è la chiesetta rupestre di San Nicola (XIII-XIV secolo), con i resti di 5 affreschi devozionali tra cui spicca, sulla parete sinistra un affresco che rappresenta una “Madonna con il Bambino”.

I complessi trogloditici delle Grotte di Santa Maria, con la chiesa rupestre, straordinariamente articolata su due livelli, presentano nelle pareti restano tracce pittoriche

Il grosso complesso trogloditico delle Grotte Cadute, che si sviluppa almeno su cinque livelli.

La Spezieria,è una grande sala a pianta quadrangolare con le pareti che presentano decine di incavi che fanno pensare a mensole e ripostigli dove collocare e sistemare ordinatamente vasi e contenitori di unguenti, creme, pozioni d’erbe di varia natura. Una buca scavata nella roccia calcarea del pavimento ha fatto pensare a una specie di mortaio, tanto da indurre qualche studioso a ipotizzare che il sito fosse adibito a una specie di farmacia, da cui il nome “spezieria” come appunto è denominata nel dialetto locale.

Sullo stesso fianco della Cava si può visitare il Salinitro, uno dei complessi più suggestivi che offre alla vista del visitatore altri sepolcri e grotte le une sulle altre, in parte crollate.

 

CAVA ISPICA CENTRALE

castello-cava-ispica-sicilyCastello

Tra le alte pareti del canyon, in un ambiente di altissima suggestione, si arriva al cosiddetto Castello (foto, in una stampa settecentesca) stupefacente e monumentale opera trogloditica.
Una strapiombante parete calcarea, alta trenta metri, fortmata da quattro piani collegati fra loro da scale interne, con incavi per l’arrampicata e da scale esterne il cui crollo ha messo allo scoperto gli ultimi piani. Gli ambienti sono quasi tutti di forma rettangolare o quadrata con nicchie alle pareti. Quasi tutti prendono luce e si dipartono da un lungo corridoio che si sviluppa lungo la parete esterna.

 

Il Convento

A breve distanza dal Castello è il sito rupestre della Capreria e quindi, seguendo il corso inferiore del Busaitone, ci si imbatte in quello che viene denominato il Convento. Ricavato in un sito assolutamente quasi inaccessibile, il convento si presenta come un complesso aperto nel vivo di una rupe precipite sul greto della Cava Ispica.
Nel piano superiore è visibile un corridoio sul quale si aprono stanzette piccolissime, rettangolari o quadrate, somiglianti a vere e proprie cellette monacali. La supposizione che possa trattarsi di un “monasterion” è avvalorata dal piccolo oratorio rupestre, intitolato a Santa Alessandra, ricavato a brevissima distanza dal Convento e costituito da due ambienti separati. Nel primo si distinguono, dentro una cornice scura, i resti di un affresco che con molta probabilità raffigurava la Santa; il secondo, di dimensioni più piccole, presenta un pavimento roccioso nel quale si trova una buca circolare per la raccolta d’acqua. Quest’acqua ricca di zolfo, oggi come un tempo, è ritenuta miracolosa per guarire le malattie della pelle. È tradizione antica che per ottenere la guarigione sia necessario lasciare sul posto un indumento personale.

 

CAVA ISPICA MERIDIONALE (PARCO DELLA FORZA)

Situato presso lo sbocco sud-orientale nella bassa Cava Ispica, il toponimo attuale della località, “Forza”, deriva dalla corruzione volgare di Fortilitium, ossia “piccola fortezza”. Sullo sperone roccioso sorgeva infatti la dimora fortificata dei feudatari della famiglia Statella. Ai piedi del castello, nella cava vera e propria, si trovava l’antico abitato di Spaccaforno: entrambi vennero abbandonati dopo il terremoto del 1693.
L’Antiquarium del parco ospita reperti tra la prima metà del bronzo e il 1693 trovati nell’area.

Fortilitium

E la parte più alta del canyon dove era un immenso castello(fortilitium) difeso dagli strapiombi naturali e, dalla parte del macello, da un fossato che si poteva superare tramite un ponte levatoio. Si entrava nel castello attraverso un grande portale di legno fiancheggiato da altre due porte più piccole. Oggi non restano che poche mura che resistettero al terremoto del 1693.
Interessante da visitare è la scuderia, (10 m per 10 m) un’enorme grotta dove venivano custoditi i cavalli del “Fortilitium”. Vi sono ancora le mangiatoie ricavate nella roccia e gli occhielli per legarvi gli animali. Esiste anche una parte alta dove veniva sistemato il fieno, ambienti adibiti a magazzino, e la sala degli armigeri. Nelle pareti si notano buchi scolpiti nella roccia, dove venivano infissi degli assi di legno per appendervi le armi, gli indumenti e i finimenti degli animali.Conserva anche resti di graffiti equestri.  

 

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Centoscale

Il Centoscale (foto) è un tunnel a sezione rettangolare con 280 gradini scavati nella roccia con piano fortemente inclinato. E’ verosimilmente un profondo pozzo utilizzato per attingere l’acqua.
Nella parte destra del suo tratto superiore si aprono due finestrelle, intagliate nella roccia, per luce e presa d’aria. Ancora più giù si aprono altri due cunicoli, posti alla stessa profondità, uno a destra e uno a sinistra; mentre un ultimo cunicolo, sul lato destro ed alla fine del Centoscale, é collegato con una cisterna. E’ sicuramente un’opera unica nel panorama delle escavazioni rupestri.


Il Palazzo Marchionale

Il Palazzo Marchionale (XV secolo), sul piano del fortilitium, era una sontuosa dimora appartenuta alla famiglia Statella.
Ridotto a brandelli dopo il terremoto, si riconoscono oggi gli ambienti destinati ai servizi e altri piuttosto eleganti, pavimentati con lastre d’asfalto e calcare e con piastrelline di cotto. La base di una colonna posta nell’angolo nord-est fa ipotizzare un impianto monumentale scomparso.

 

Chiesa dell’Annunziata

La Chiesa dell’Annunziata, in parte scavata e in parte costruita, è  caratterizzata da un’ampia aula rettangolare dove si tramanda che vi fossero collocati ben sette altari, di cui oggi ne sono identificabili solo tre. Vi sono state scoperte numerose sepolture direttamente scavate nella roccia.

 

Spaccaforno

11 Gennaio 1693: un terremoto di catastrofica forza abbatte la Sicilia meridionale. Molti paesi vengono ricostruiti su nuovi siti. Ispica è uno di questi.
Prima di essere Ispica si chiamava Spaccaforno ed era situata in questa cava costituendo uno dei fenomeni rupestri più complessi e significativi dell’intera area.
Le abitazioni rupestri erano distribuite sui vari gradoni rocciosi, collegati fra loro da scale intagliate nella roccia e presentando all’interno caratteri molto evoluti: lucernari, camini, finestre e grondaie. In foto un dipinto ottocentesco che mostra dei pastori all’interno della cava.

 

Chiesetta rupestre di Santa Maria della Cava

Si trova nel fondo valle, ed era la chiesa dell’abitato di Spaccaforno.
Rigorosmanete rupestre, forse catacomba paleocristiana, fu poi trasformata in chiesetta con l’abside ad oriente. Sul suo lato interno lato est infatti sembra si trovino antichi affreschi del periodo bizantino-premusulmano (secc. VI – VIII circa); uno di essi rappresenta forse il papa S. Gregorio Magno.
Nel periodo normanno-svevo (secc. XII – XIII circa) verosimilmente fu dipinta la Madonna col Bambino (“Basilissa”, ossia “Regina seduta in trono”) effigiata nella lunetta, chiusa da una volta ad arco a tutto sesto con motivi geometrico-spirali dipinti.
Sono del XVI sec. le sette piccole figure sacre dipinte al di sotto della lunetta (da sinistra a destra: Cristo legato alla colonna, S. Giovanni, S. Andrea, S. Paolo, S. Luca, S. Domenico, S. Francesco).

 

Il Camposanto

Andando dentro la cava verso Sud, sulla sinistra del Busaitone, sullo stesso lato dove si affacciano le cosiddette “Uruti Caruti” (grotte crollate), si incontra il sito detto Camposanto, particolarmente vicino alla chiesa di Santa Maria.
E’, pare, una necropoli cristiana del IV secolo: sulla parete di uno dei sepolcri è inciso un simbolo cristiano. Si contano nel complesso 60 fosse terragne, loculi sovrapposti e un gran numero di sarcofagi scavati nella roccia. La prima sezione, delle due in cui è possibile distinguere il Camposanto, comprende 25 tombe disposte in vario modo; nella seconda sezione, che si estende verso nord, ci sono 34 tombe. Sul poggio opposto è possibile visitare il “Salinitro”, che presenta sepolcri e grotte sovrapposte in parte crollate.

 

La Conceria

E’ una conceria (cunziria in siciliano) dove venivano lavorate le pelli degli animali e che erano molto comuni in Sicilia, a ridosso dei fiumi. E quindi non poteva mancare qua.

Si trova proprio di fronte alla chiesa di S. Maria della Cava ed all’interno è costituita una ventina di vasche rettangolari, l’una vicina all’altra, dove si conciavano le pelli degli animali.
Mestieri scomparsi ma che una volta sostenevano l’economia di questi abitati.

Grotte Lintana

All’interno di un’enorme spaccatura della parete rocciosa alta ca. 80 m., sono ricavate numerose cellette, disposte su vari piani, collegate da una scaletta.
Quelle del piano inferiore si dispongono attorno a un piccolo oratorio rettangolare, dove si conserva un pannello pittorico con santo.

Grotte San Ilarione

In contrada “Scalauruni”, poco prima di Santa Maria la chiave è questa abitazione rupestre forse luogo di romitaggio di San Ilarione, nel 360 circa d.C.
Ci tramanda lo storico siciliano, abate Vito Amico (1757): “ Additano verso queste parti una grotta decorata, per antica testimonianza della dimora di S. Ilarione, nella quale si sale per gradini”(la detta “scalauruni”, scavati nella roccia ed ancora esistenti). Accanto ci sono altre due grotte dove dimorarono i suoi discepoli, Gazano ed Esichio.

Le Catacombe di San Marco

Le monumentali catacombe di San Marco, a due km dal Parco della Forza, costituiscono una testimonianza della presenza cristiana nel territorio in epoca tardo romana.

Infine, chiudiamo con una battuta che tanto battuta non è: se avete intenzione di far perdere le vostre tracce per sempre, questo canyon è il posto ideale !

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