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Monte Carcaci

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Monte Carcaci

Monte Carcaci

Monte Carcaci
Monte Carcaci
152-pizzo-colobria
152-pizzo-colobria

Fra Prizzi e Castronovo di Sicilia questa riserva comprende due rilievi: il Monte Carcaci, alto 1196 m ed il Pizzo Colobria di circa 1000 m.
Si accede alla riserva da Portella Riena dove il paesaggio si presenta con una vegetazione arbustiva, costituita da fitte siepi ricche di gustosi frutti per i volatili, quali: i rossi cinorrodi (frutti delle rose selvatiche), le squisite more del rovo, le susine azzurro-nerastre del prugnolo …
Monte Carcaci è un massiccio carbonatico costituito da rocce calcaree formatesi in un lungo periodo dal Triassico al Miocene.

picchio rosso maggiorePresenta  tipica macchia mediterranea, ad arbusti, habitat ideale per il picchio rosso maggiore (foto). Una pista tortuosa porta sulla cima del monte: il panorama eccezionale spazia tutt’intorno (si vedono la Rocca Busambra, Pizzo Cane e Pizzo Trigna e le Serre di Ciminna) e consente di effettuare avvistamenti faunistici significativi di poiane, falchi pellegrini e nibbi bruni. La vetta del monte si presenta con un lecceto discontinuo e lascia spazio ad ampi affioramenti rocciosi nei cui interstizi crescono ciuffi di erbe dai fiori variopinti.
Una delle caratteristiche della riserva è la presenza di un piccolo mammifero, l’arvicola di Savi, un po’ talpa, un po’ criceto. Vive nel sottosuolo, ma esce spesso a rosicchiare i carciofi!
Tra i mammiferi la volpe, la martora, il gatto selvatico…
Inoltre segnaliamo la presenza della vipera comune, del biacco e del colubro liscio.
Nelle zone umide vivono il rospo comune (Bufobufo) e rane verdi.
Il sottobosco è il regno dello scricciolo, mentre nelle radure è possibile avvistare le mantidi religiose, insetti dall’aspetto singolare, famose per il fatto che la femmina mangia il maschio durante l’accoppiamento.
La vegetazione presenta abbondante pungitopo ed asparago spinoso. E’ però sul versante nord occidentale che i boschi di leccio e roverella offrono al visitatore tutta la loro frescura.


Pizzo ColobriacheL’altra cima della riserva è Pizzo Colobria che sulla vetta è colonizzato in buona parte da arbusti di leccio. Il castello Margana sorge su un’inaccessibile rupe rocciosa che domina un’ampia vallata; la spettacolare posizione della rocca, al centro di un territorio attraversato da percorsi viari secondari, attrasse i bizantini (745) che probabilmente vi edificarono il nucleo più antico del comprensorio. Utilizzato forse anche dai musulmani come ostello (racconta di questo luogo anche Idrisi nel suo Libro di Ruggero nel 1150 e lo chiama RahlMarqana), ricovero per i viandanti lo fu sotto i Cavalieri Teutonici, cui venne affidato il feudo dopo essere stato tolto alla Magione di Palermo.
Marcato delle LavancheIl vero tesoro naturalistico della riserva sono però le aree umide, una fra tutte: il laghetto stagionale che affiora nei pressi del rifugio forestale Colobria-Carcaci, a 900 m s.l.m. in zona Marcato delle Lavanche (foto). Questa bellissima piccola area è circondata da prugnoli, perastri e rovi, che con le loro fioriture danno una nota di colore alle rive e contrastano col verde del fogliame dei pini e dei cipressi. Sullo specchio d’acqua si notano molte piccole ranuncolacee dalle delicate corolle bianche striate d’oro che in primavera ricoprono la superficie (ranuncolo acquatico, peltato e capillare) insieme alle foglie affioranti della lingua d’acqua. Questo è il regno della rana verde.
un antico pagliaioIn foto uno dei tanti protagonisti di questa passeggiata: un antico pagliaio.

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