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Museo di Centuripe

Museo di Centuripe

Museo di Centuripe

Museo di Centuripe
Museo di Centuripe
museo06
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  Centuripe è stata una delle grandissime regine della Sicilia antica, greca e soprattutto romana.
Il museo, per conseguenza, è bellissimo con tutto che le depredazioni clandestine, da queste parti, hanno fatto strage.
Centuripe è nota per la straordinaria bellezza dei suoi i vasi policromi (foto), molti dei quali (ahimè !) sparsi in vari musei di tutto il mondo.
La tipica produzione dei vasi centuripini, databile tra III e II secolo a.C., è caratterizzata dalla decorazione a rilievo e dalla pittura figurata, realizzata a tempera, dopo la cottura del vaso, e quindi molto delicata. I soggetti sono prevalentemente giovani donne colte in un vorticoso movimento di danza.

Il primo piano espone le statue provenienti dagli Augustali, e i reperti di monte Calvario, di vallata Difesa e dei quartieri periferici della città greco-romana.

Al secondo piano troviamo alcuni reperti che, insieme ai vasi policromi, resero famosa e fiorente la città in età ellenistico-romana: la ricchissima produzione delle officine ceramiche (statuette fittili, maschere teatrali, vasellame).

E’ stato, curiosamente, dato spazio anche a due attività per le quali la città è divenuta famosa: gli scavi clandestini e la realizzazione di falsi.
Il terzo livello presenta un’interessantissima ospita esposizione di corredi della necropoli dall’VIII secolo a.C. all’età romana: molte le ceramiche di produzione protocorinzia, corinzia e ionica.
Degne di nota la ricostruzione di una delle tombe a camera di età arcaica di contrada Piano Capitano e le urne cinerarie di età romana.
Chiudiamo con una riflessione: la prima e la terza foto di questo articolo (vaso policromo e terracotta di Eros con fanciulla), non si trovano nel museo di Centuripe ma fanno parte del vastissimo patrimonio trafugato e che si trova non solo fuori Centuripe ma anche fuori dall’Italia.
Sono stati inseriti proprio per lanciare un grido di protesta.
Essendo il delizioso museo ricchissimo di reperti di epoca romana, la battuta viene spontanea: ritornate a Cesare quel che è di Cesare !