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Zisa (Museo d’arte islamica)

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Zisa (Museo d’arte islamica)

Zisa (Museo d’arte islamica)

Zisa (Museo d’arte islamica)
Zisa (Museo d’arte islamica)
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Meraviglioso edificio del XII secolo, quando i re Normanni lo fecero costruire usando maestranze arabe.
La Zisa è una costruzione di forma parallelepipeda su tre piani. I vani sono caratterizzati dalla presenza di nicchie negli spessori murari, molte delle quali conservano ancora le originarie voltine a pendenti di origine islamica (muqarnas).
All’interno dell’edificio un sistema di aperture sui divisori interni e di canne di ventilazione collocate nelle torrette laterali, garantiva, attraverso la continua circolazione dell’aria, buone condizioni di vivibilità negli ambienti anche nelle giornate più calde.
La Zisa in origine era una residenza estiva creata nelle vicinanze della città per il riposo e lo svago del sovrano (sollazzo, solacia).
I sovrani vollero residenze ricche e fastose come quelle degli emiri ed organizzarono la vita di corte su modello di quella araba, adottandone anche il cerimoniale ed i costumi.
Il nome Zisa deriva probabilmente da al-Azîz (che in lingua araba significa nobile, glorioso, magnifico). Era circondata da sontuosi giardini, abbellita da fontane, giochi d’acqua, peschiere.
Oggi nelle sale sono esposti alcuni significativi manufatti di matrice artistica islamica provenienti da paesi del bacino del Mediterraneo e prodotti tra il IX e il XII secolo.
Tra questi sono di particolare rilevanza: le musciarabia (dall’arabo masrabiyya), paraventi di legno lavorati come merletti, con disegni e motivi ornamentali raffinati e leggeri; e gli utensili di uso comune o talvolta di arredo (candelieri, ciotole, bacini, mortai) realizzati prevalentemente in ottone con decorazioni incise e spesso impreziosite da agemine (fili e lamine sottili) in oro e argento.

Segnaliamo anche un’iscrizione lapidea cristiana del 1149 in quattro lingue: ebraico, latino, greco bizantino e arabo, che testimonia la multietnicità della Sicilia in generale e di Palermo in particolare a quei tempi.
Quando i siciliani parlavano 4 lingue e avevano una sfilza di santi a cui pregare, per tutti i gusti !

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